Internet Addiction
Letizia Maria Parsi
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INDICE
Capitolo 1: Le dipendenze da Internet
Capitolo 3: Le patologie predisponenti
Capitolo 4: I problemi correlati
Capitolo 5: Le fasi della dipendenza
Capitolo 7: Internet - sesso e giochi
Capitolo 8: Indicazioni terapeutiche
In questi ultimi anni, si è assistito alla nascita di nuove tecnologie che hanno dato spazio a nuove forme di comunicazione ed accesso ad un numero illimitato di informazione. Fino a poco tempo fa, infatti, era impensabile per l’uomo poter viaggiare nel mondo senza spostarsi dalla propria sede. Oggi, siamo sempre più bombardati da messaggi culturali che ci spingono a potenziare le nostre capacità attraverso l’utilizzo di Internet: il mondo della realtà virtuale. Effettivamente, il suo utilizzo ci permette di conoscere in tempi brevissimi ciò che accade dall’altra parte del mondo, ma allo stesso tempo ci esclude da ciò che ci sta attorno in maniera più vicina e concreta. Sembra contraddittorio, ma Internet è il binomio di vicinanza ed allontanamento dagli altri. Sempre più persone utilizzano e dipendono da questo nuovo mezzo di comunicazione, sembra che questo processo stia producendo dei fenomeni psicopatologici che si manifestano con una sintomatologia simile a quella che osserviamo in soggetti dipendenti da sostanze psicoattive. Infatti, esiste una vera e propria psicopatologia denominata Internet Addiction Disorder (I.A.D.), dovuta all’abuso di Internet che si esprime con gli stessi sintomi che si ravvisano nei tossicodipendenti. Questo è propriamente ciò che è stato definito il “lato oscuro” di Internet, dietro il quale parecchie persone si nascondono dalla realtà di tutti i giorni, abusando di dosi eccessive di interazione virtuale che creano intossicazione e dipendenza. Si corre il rischio di restare intrappolati nella rete, e forse non a caso viene utilizzato questo termine, appunto perché questa realtà virtuale è sempre più ricca di dati, narrazioni, osservazioni, che sono al tempo stesso affascinanti ed inquietanti al punto da rendere doverosa una riflessione appropriata sui numerosi aspetti problematici che sono inscindibilmente connessi al suo utilizzo.
Nell'ultimo decennio, si è assistito, in tutto il mondo, al massiccio diffondersi di internet e dei nuovi mezzi di comunicazione. Questo ha portato un notevole ampliamento ed un miglioramento delle possibilità di comunicazione superando le barriere ed i vincoli di tempo e spazio (aumentando la velocità e diminuendo i costi) e ad una infinita possibilità di accesso alle fonti di informazione. Come sempre avviene, l'uso di qualcosa ha implicito in sé il possibile abuso o il cattivo uso di quella cosa e, proprio in seguito alla diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione e di internet in generale, si sta assistendo al diffondersi di fenomeni psicopatologici collegati ad un uso eccessivo o inadeguato della rete che si manifesta con una sintomatologia simile a quella che osserviamo in soggetti dipendenti da sostanze psicoattive.
La dipendenza da Internet o Internet addiction è in realtà un termine piuttosto vasto che copre un'ampia varietà di comportamenti, ai quali sottostanno da un punto di vista psicologico problemi nel controllo degli impulsi e difficoltà nel regolare gli stati emotivi dolorosi. Inoltre la dipendenza da internet e la dipendenza dal computer sono ormai inscindibilmente legate e a volte si usano i termini dipendenza online o dipendenza tecnologica per indicare il fenomeno nel suo complesso.
Sono stati individuati 5 tipi specifici di dipendenza online.
1. Dipendenza cibersessuale (o dal sesso virtuale): gli individui che ne soffrono (circa il 20% dei dipendenti dalla Rete) sono di solito dediti allo scaricamento, all’uso compulsivo ed al commercio di materiale pornografico online, o sono coinvolti in chat-room per soli adulti.
2. Dipendenza ciber-relazionale (o dalle relazioni virtuali): si caratterizza per la tendenza ad instaurare rapporti d’amicizia o amorosi con persone conosciute on-line, principalmente via chat, forum o newsgroups. Si tratta di una forma di relazione nella quale gioca un ruolo fondamentale l’anonimato, il quale permette di attribuirsi specifiche fisiche e caratteriali anche molto lontane da quelle che il soggetto presenta nella vita reale. Gli individui che ne sono affetti diventano troppo coinvolti in relazioni online o possono intraprendere un adulterio virtuale. Gli amici online diventano rapidamente più importanti per l’individuo, spesso a scapito dei rapporti nella realtà con la famiglia e gli amici. In molti casi questo conduce all’instabilità coniugale o della famiglia. Le applicazioni più utilizzate da tali soggetti sono e-mail, chat e newsgroup.
3. Net Gaming o Net Compulsion (Gioco d’azzardo patologico online): la dipendenza dai giochi in rete comprende una vasta categoria di comportamenti, compreso il gioco d’azzardo patologico, i videogame, lo shopping compulsivo e il commercio online compulsivo. In particolare, gli individui utilizzeranno i casinò virtuali, i giochi interattivi, i siti delle case d’asta o le scommesse su Internet, soltanto per perdere importi eccessivi di denaro, arrivando perfino ad interrompere altri doveri relativi all’impiego o rapporti significativi. Queste attività hanno diverse caratteristiche in comune: la competizione, il rischio ed il raggiungimento di una immediata eccitazione.
4. Sovraccarico cognitivo o eccesso di informazioni (Information Overloaded): la ricchezza dei dati disponibili sul World Wide Web ha creato un nuovo tipo di comportamento compulsivo per quanto riguarda la navigazione e l’utilizzo dei database sul Web. Gli individui trascorreranno sempre maggiori quantità di tempo nella ricerca e nell’organizzazione di dati dal Web. A questo comportamento sono tipicamente associate le tendenze compulsive-ossessive ed una riduzione del rendimento lavorativo. Il bisogno di reperire informazioni sta diventando un problema per molte persone; una ricerca chiamata “Glued to the Screen: An investigation into information addiction worldwide” del 1997 ha analizzato un campione di 1000 persone provenienti da Regno Unito, USA, Germania, Singapore ed Hong Kong; i risultati hanno dimostrato che circa il 50 % dei soggetti intervistati passa molto tempo a ricercare informazioni sulla Rete ed il 54 % sperimenta un senso di eccitazione quando riesce a trovare ciò che stava cercando.
5. Gioco al computer (Computer Addiction): negli anni ‘80 giochi quali il Solitario e il campo minato furono programmati nei calcolatori ed i ricercatori scoprirono che il gioco ossessivo sul computer era diventato un problema nelle strutture organizzate, dato che gli impiegati trascorrevano la maggior parte del giorno a giocare piuttosto che a lavorare. Attualmente vi è la tendenza al coinvolgimento in giochi virtuali, come per esempio i MUD’s (multi user dungeon – categoria di giochi di ruolo eseguiti su Internet attraverso il computer da più utenti) e giochi di ruolo interattivi in cui il soggetto partecipa costruendosi un’identità fittizia. L’anonimato consente di esprimere se stessi liberamente e di inventare dei personaggi che sostituiscono la vera personalità dell’individuo.
Un problema di dipendenza da Internet, non è legato necessariamente al tempo di permanenza su Internet, ma all'inversione del rapporto tra quanto si viveva fuori dal web e quanto invece ora si vive all'interno del web. Per cui, se c'è un decremento significativo di tutte quelle attività precedentemente praticate fuori dalla rete, quindi relazionali, (amici, sport, lavoro ecc.), se non c'e' più interesse per la propria vita reale, è il segno che qualcosa si sta modificando.
Per capire se si è affetti da una vera patologia occorre riconoscere la presenza di questi sintomi:
1) Il bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore collegati al web per sentirsi soddisfatti e appagati.
2) Una marcata riduzione di interesse per altre attività che siano diverse da Internet.
3) Quando, dopo la sospensione o diminuzione dell’uso della Rete, compaiono agitazione psicomotoria, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on-line, si tratta di sintomi da crisi di astinenza.
4) Il bisogno di accedere alla Rete sempre più spesso o per periodi più lunghi rispetto all’intenzione iniziale.
5) L’impossibilità di interrompere o tenere sotto controllo l’uso di Internet.
6) Il dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla Rete (oltre alla navigazione tra siti, l’uso della posta elettronica, dei social network, della chat eccetera).
7) Continuare a utilizzare Internet nonostante si abbia la consapevolezza delle conseguenze fisiche, sociali, lavorative o psicologiche che la Rete può comportare.
Ai sintomi della dipendenza si associano schematicamente le seguenti conseguenze: perdita delle relazioni interpersonali; modificazioni dell'umore; alterazione del vissuto temporale (non riesce più a rendersi conto dello scorrere del tempo, che in alcuni casi può giungere sino a non distinguere più tra il giorno e la notte); l'utilizzo compulsivo (cioè l'uso meccanico e ripetuto) del mezzo; il "feticismo tecnologico", cioè la tendenza a sostituire il mondo reale con un oggetto artificioso con il quale si riesce a costruire un proprio mondo personale e in questo caso virtuale; la deprivazione del sonno; i problemi fisici di varia natura come il mal di schiena, l'affaticamento oculare, la sindrome del tunnel carpale.
Inoltre, esattamente come per la tossicodipendenza e l’alcoolismo, anche nell’IAD s’instaurano le componenti costitutive della patologia stessa: tolleranza, astinenza, craving o smania.
- La tolleranza si riferisce alla crescente quantità di tempo trascorso in Internet, necessario per ottenere la stessa soddisfazione iniziale, che gradualmente è andata affievolendosi, per cui, per poter vivere le stesse reazioni, ne sono necessarie sempre maggiori quantità.
- Il fenomeno di astinenza, riguarda una serie di sintomi e disturbi, che insorgono nel momento in cui ci si astiene da quella data sostanza o comportamento. In genere gli effetti vanno nella direzione opposta, rispetto a quelli procurati dall’oggetto di dipendenza. Ad esempio la cocaina produce una stimolazione psichica e motoria molto intensa quale: sensazione di benessere, logorrea, aumento di fiducia nelle proprie possibilità, riduzione della sensazione di fatica fisica e mentale, ipertensione, iporessia, midriasi, nausea, secchezza delle mucose, tachicardia, vasocostrizione. I sintomi di astinenza conseguenti saranno: down emotivo, intensa fatica fisica e mentale, ipotensione, vasodilatazione, ecc.
- Il fenomeno di craving o smania si verifica in seguito alla riduzione o perdita degli effetti di astinenza più immediati, che lasciano il posto a sintomi di dipendenza più propriamente psichici o comunque a sintomi fisici, strettamente connessi a quelli psichici. Ad esempio l’astinenza da eroina produce: atteggiamento genupettorale, movimenti stereotipati, agitazione psicomotoria, vomito, diarrea, si possono anche verificare febbre, tachicardia, ipertensione breve. Tali sintomi scompaiono dopo 4-7 giorni, per lasciare posto e visibilità alla sindrome da astinenza psichica o craving, caratterizzato da desiderio impellente della sostanza, ansia, depressione. Relativamente all’IAD sono stati riscontrati i seguenti elementi, che contraddistinguono il craving: accesso a Internet sempre più frequenti o per periodi più prolungati, rispetto all’intenzione iniziale, desiderio persistente di Internet e sforzo infruttuoso di tenere sotto controllo la condotta, utilizzo della maggior parte del tempo in attività correlate con Internet (acquisto di libri on line, ricerca di nuovi siti, creazioni di file, ecc.), deprivazione del sonno, difficoltà coniugali, ritardo agli appuntamenti, trascuratezza dei propri impegni, abbandono dei propri cari.